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Un giro nel borgo di Varzi

Portici, castelli, tradizioni ed eccellenze gastronomiche

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Arrivati a Varzi, belli brasati dal brasato presente dentro e fuori ai ravioli, abbiamo chiesto ospitalità al Castello Malaspina, in cui gli ospitalissimi proprietari (i Conti Odetti, discendenti dai Malaspina) hanno attrezzato un servizio di accoglienza, di cui siamo stati i primi entusiasti “sperimentatori”.

La mattina dopo con Eleonora (che fa la guida turistica, ma ti racconta la storia con la passione di una innamorata del suo territorio) ci ha portato a vedere Varzi. Ancora una volta la parola magica è la Via del sale, e naturalmente la posizione strategica del paese: tra le provincie di Genova, Piacenza e Milano, lungo il percorso obbligato delle carovane di commercianti. Per questo Varzi è stata colonizzata (come del resto Voghera) da Celti, Liguri, Romani e Longobardi.

A proposito: anche i Malspina avevano origini longobarde, e questa fu la loro rovina, perché in quanto a discendenza ed eredità erano fin troppo democratici: non adottavano la legge del maggiorascato, per cui hanno diviso i possedimenti fra tutti i figli finché non sono stati sopraffatti e sostituiti dagli Sforza e dai Visconti.

Eleonora ci ha fatto fare una passeggiata lungo i portici, dove si svolgevano fino a poco tempo fa traffici e mercati, e poi a vedere la Torre delle Streghe, dove nel 1464 sono state rinchiuse dall’Inquisizione 25 disgraziate poi assassinate e – tanto per capire che aria tirava da quelle parti nel Medioevo quanto a divisioni e fazioni – la Chiesa dei Rossi e la Chiesa dei Bianchi, Porta Soprana e Porta Sottana.

Patrizio Roversi

Copertina di Flickr User Serafino Centenaro

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