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Viaggio in Calabria

Periodo dal 5-07-25 al 13-07-25
Due adulti più un neonato (7 mesi)

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di Franco Buttiglieri

Il nostro viaggio parte da Roma con la sveglia alle 4.30 del mattino. Il tempo di prepararci al volo e di mettere buste e valigie, preparate il giorno prima, in auto. Alle cinque di mattina circa imposto il navigatore verso la nostra prima tappa: Vietri sul Mare.

Il nostro bimbo dorme tranquillamente per tutto il viaggio. All’arrivo, verso le otto, parcheggiamo a pagamento a Piazza Matteotti (3€ l’ora), rapida colazione con tipica sfogliatella e caffè al bar di fronte al parcheggio e ci immergiamo nei vicoli della città. Vietri sul Mare è il punto di partenza della Costiera Amalfitana, meno turistica di Positano o Sorrento ma altrettanto affascinante e con una grande atmosfera. I vicoli, le botteghe, hanno quel sapore ancora originale. Non è difficile incontrare qualche pescatore che ripara le sue reti o rimanere ad ammirare le bellissime ceramiche che adornano la città e che l’hanno resa famosa. Le case colorate scendono fino al mare e ti accompagnano fino a una piccola spiaggia da dove si possono ammirare meglio le cupole smaltate delle chiese che scintillano alla luce del sole. Non può mancare una passeggiata presso la Villa Comunale con affaccio sul mare e che sembra essere disegnata da Gaudì in persona. Uno scorcio di Barcellona a due passi da Salerno.

In tarda mattina ci spostiamo a Cava de’ Tirreni, dove abbiamo trovato un alloggio a due passi dal centro: “B&B Terza Luna” (80€ a notte per una doppia con prima colazione), un bell’appartamento ristrutturato e moderno con una sala da pranzo comune e diverse camere con bagno privato, TV, WI-FI e aria condizionata. Cava de’ Tirreni è una pausa tra i monti, un lungo e fresco respiro dopo il mare. I portici ti accompagnano per tutto il centro con le sue vetrine e i suoi locali accoglienti. Ci fermiamo a pranzo al ristorante “Picante” (circa 20€ a testa) e proseguiamo la nostra visita con la Concattedrale di S. Maria della Visitazione e piazza Vittorio Emanuele III.

Il pomeriggio il silenzio viene rotto da un assordante rullio di tamburi. È la sera della storica Disfida dei Trombonieri, dove i vari rioni della città si sfidano a colpi di archibugio, in una gara di abilità di sparo. L’evento si tiene tutti gli anni ai primi di luglio ed è preceduto da un magnifico corteo storico in abiti medievali, accompagnato da sbandieratori e dai cavalieri che si contenderanno l’ambito drappo d’argento della Pergamena Bianca, simbolo di onore.

La mattina seguente riprendiamo il nostro viaggio, destinazione Badolato. Attraversiamo la Campania, la Basilicata e arriviamo in Calabria. L’autostrada sembra essere tutta per noi. Usciamo a Lamezia Terme e proseguiamo per la E848 e la E90, percorrendo la Costa degli Aranci e ammirando il suo mare limpido e le sue scogliere granitiche.

Arrivati a Badolato Marina giriamo per il centro storico. Il borgo è a 6 km dal mare, una manciata di pietra aggrappata alla collina. Un paese che veglia dall’alto il mare, sapendo che la bellezza non ha bisogno di avvicinarsi troppo per rivelarsi. Al calar del sole è un vero e proprio presepe estivo. Il primo e simbolo della città di Badolato che s’incontra è l’inconfondibile Chiesa dell’Immacolata, del XVII secolo, la cui facciata è un meraviglioso terrazzo vista mare.


A Badolato abbiamo prenotato una camera doppia al B&B Stilla Chiara, una residenza d’epoca che si affaccia sulla piazza principale della città (60€ a notte), con colazione, utilizzo del giardino e della piscina. La proprietaria, gentilissima, ci ha messo a disposizione anche una culla gratuita per il nostro bimbo.

Badolato è la città perfetta per chi desidera una vacanza rilassante, senza traffico, dove i ritmi della città diventano un’eco lontano. La notte l’unico rumore che si può udire è il frinire delle cicale, di giorno il risveglio è molto lento, tanto che la mattina presto sembra quasi una città fantasma. Il borgo è piccolo, i cittadini si conoscono tutti fra loro e per chi viene dalla città diventa straordinario osservare il rituale di gesti semplici e quotidiani a cui non è più abituato. E diventa ancora più straordinario entrare a farne parte, anche solo se per una settimana.

Il paese rientra tra “I Borghi più belli d’Italia” e non a caso. Oltre alla già citata Chiesa dell’Immacolata, c’è Piazza Castello, dove era presente una rocca e, percorrendo corso Umberto I che attraversa la città fino alla torre campanaria medievale. È piacevole perdersi nei numerosi vicoli della città dal sapore d’altri tempi. Poco distante c’è l’ex Convento francescano di S. Maria degli Angeli, sempre del XVII secolo, gestito da una comunità che fa da guida gratuita alla chiesa.

Durante il giorno è consigliato pranzare lungo mare in uno dei ristoranti presenti (circa 30€ a testa) e godersi la meravigliosa spiaggia caraibica che offrono i lidi presenti. Noi abbiamo optato per Maja Beach, con parcheggio, ombrellone e due lettini in prima fila (18€ al giorno), un vero angolo dei Caraibi in Calabria.


Se di giorno Badolato sembra quasi deserta, non si può dire lo stesso al tramonto. Piazza Castello si accende con i suoi bar e i suoi ristoranti e si intravedono tanti turisti stranieri animare la città. Abbiamo cenato di gusto presso il ristorante “Il Santo Bevitore” (20€ a testa) dove consiglio di provare i tipici Tonnarelli con la ‘Nduja.

Un viaggio in una città lenta come Badolato aiuta a ritrovare il significato del tempo. Le ore non si contano, si attraversano. S’impara a riscoprire l’attesa: quella di una campana che suona senza urgenza, di un’ombra che si sposta, in un gesto ripetuto quotidianamente. Il tempo è una cosa che qui nessuno sente il bisogno di misurare. Ma di goderselo.

In tutto il viaggio abbiamo speso circa 1200€ per 7 notti, pasti, mare e viaggio.

Torniamo verso Roma, l’asfalto corre, ma dentro qualcosa rallenta. Le colline scorrono con pazienza, ulivi, rocce e il mare si fa lontano. Ogni uscita dell’autostrada diventa una possibilità non presa e realizzi che non solo torni a casa, ma a una versione di te che ha meno fretta.


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