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VéloAfrica: l’avventura solidale di Daniele Vallet

Dalla Valle d’Aosta al Congo in bicicletta, un viaggio di un anno e 20 mila km

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Dopo aver promosso la mobilità sostenibile in Italia attraverso il progetto Boudza-té (muoviti in dialetto valdostano) e aver devoluto i proventi del libro che racconta i suoi viaggi solitari su due ruote nella produzione locale di biciclette da lavoro in un paesino del Congo, Daniele Vallet – cicloturista, psicologo e turista per caso – riparte per una nuova avventura solidale: VéloAfrica!

«Un paese non è sviluppato quando anche i poveri possiedono una automobile, ma quando i ricchi usano mezzi pubblici e biciclette.»

Gustavo Petro, sindaco di Bogotà

Questa volta partendo da Aosta raggiungerà addirittura Lubumbashi, nell’estremo sud del Congo, per consegnare l’ultima delle biciclette che ha contribuito a donare. Un gesto simbolico, ma anche materiale, dato che sarà proprio quella la bicicletta su cui viaggerà! Durante tutto il viaggio rimarrà attivo un crowdfunding già aperto per continuare a raccogliere fondi da consegnare all’arrivo assieme alla bici. 20 mila km attraverso una ventina di paesi diversi, con tutte le complicazioni del caso: burocratiche, fisiche e anche sanitarie dato il periodo. Ci vorrà circa un anno, durante il quale il nostro sito seguirà il suo percorso e pubblicherà i suoi aggiornamenti lungo la strada!

Mappa del viaggio VéloAfrique

Il viaggio è una vera e propria impresa, un progetto che Daniele coltiva da molto tempo. Il momento potrebbe sembrare quello sbagliato per partire, se pensiamo alle complicazioni che la situazione sanitaria aggiungerà alle già difficili questioni burocratiche, al tragitto accidentato e alle difficoltà fisiche… Ma Daniele, in collegamento con Patrizio per un video saluto, sostiene che in realtà sia proprio questo il momento giusto: ci vuole un senso di rinascita e di speranza per rimetterci in movimento! Ovviamente senza improvvisare e rispettando limiti e regole della situazione sanitaria internazionale: «Ho deciso di non aspettare che fosse qualcun altro a ripartire per avere lo stimolo di farlo!» – dice.

Sul sito e sui social di Italia Slow Tour seguiremo questa lunga avventura, realizzata in collaborazione con la Regione Valle d’Aosta e con l’Avis di Gresson (perché Daniele è anche un donatore).

Italia Slow Tour

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