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Una dolcezza catalana
di Silvano Conciarelli
Una fortunata estrazione permette a un gruppo di amici di trascorrere una breve vacanza – pagando solo i voli, costati 349 € a testa – in Costa Brava, una zona marittima distante 60 km da Barcellona.
Mario, Antonietta e Caty, sono gli amici che accompagnano Francy, Max e Silvano, i… diversamente vedenti. Il 9 ottobre si parte! All’aeroporto Marconi di Bologna, forse per eccessiva burocrazia, non riusciamo ad usufruire della prenotata assistenza aerea, riscontrando da parte di alcuni addetti, una scorbutica gentilezza.
Al bar “Va-lentina” ci serve il caffè con tempistiche bibliche!
Atterrati a Barcellona, come mi capita anche nella mia città – grazie ad un incontro molto ravvicinato – “conosco” e rinomino Pablo, un verticale ostacolo metallico… un palo insomma!
Con il bus che ci porta in hotel sfioriamo il litorale spagnolo ben curato con le sue spiagge ancora affollate e arricchito da molta vegetazione.
Le camere del Reymar hotel sono accoglienti e il ristorante, come scopriremo più tardi, offre pasti vari e abbondanti.
La mattina successiva con un biglietto a/r costato solo 9 €, da Santa Susanna, partiamo in treno per Barcellona.
Scendendo a Plaça del Catalunya, la straordinarietà della città e l’aria circostante mette tutti subito a proprio agio. Una gentile señorita ci consiglia di muoverci con i mezzi pubblici, ma per fortuna non l’ascoltiamo.
La passeggiata infatti ci permette di immergerci nell’ambiente: grandi marciapiedi, verde ben distribuito, edifici dalle forme un po’ retrò ma curate, alcuni con affascinanti cupole vintage.
Quando la Sagrada Família compare alla fine della via, abbiamo un sussulto e ai suoi piedi ne rimaniamo folgorati.
La bella giornata esalta le spiccanti guglie, facendo sparire le ancora presenti gialle gru. L’interno sembra essere infinito e le colonne affusolate fanno percepire un’altezza vertiginosa… che in effetti lo è.


Gaudí la progettò sfruttando una genialità unica, creando un modernismo gotico. Le facciate sono arricchite da enormi rosoni in vetro piombato: quelli con tonalità calde, rappresentano la natività; quelli con tonalità fredde, la resurrezione.
È davvero difficile trasferire a parole l’emozione provata in quel momento.
Sempre di Gaudí ammiriamo poi anche la fantastica, quasi fiabesca facciata della Casa Batlló, che visiteremo successivamente. Affrontiamo con un po’ di difficoltà le “pistas”, i binari per prendere il treno del ritorno.
Il giorno dopo, grazie a Benny – nostra simpatica amica residente a Barcellona – visitiamo il quartiere gotico e i suoi dintorni. Imboccando Las Ramblas, cuore pulsante della città percorribile a piedi, si è avvolti da un mix di “colore” e allegria.
Entriamo alla Boqueria, mercato imperdibile, dove troviamo una straordinaria accoglienza familiare. La degustazione ci viene servita con garbo, cosa non scontata nei luoghi turistici: cibi gustosi e dissetanti vermouth riempiranno zaini e… stomaci.
Visitiamo il quartiere gotico con le sue spettacolari chiese e la piazzetta degli artisti e assaporiamo churros con cioccolato.
Alla fine di un vicolo appare maestosa la cattedrale di Barcellona. Al suo interno, da secoli, si trova il Cristo “piegato” di Lepanto, incurvato secondo una leggenda e con inquietudine osserviamo nel soffitto le pesanti chiavi di volta.

Attraversiamo un chiostro abitato da 12 oche, visitiamo la cattedrale gotico-romanesca di Santa Maria de Mar e ci immergiamo nell’atmosfera del quartiere degli artigiani Le Born, i cui laboratori in alcune botteghe sono sopraelevati e visibili dalla strada.
Molto bello è un limtrofo parco correlato da grandi serre, con piccoli pappagallini che si avvicinano in cerca di cibo.
Sotto l’Arco di Trionfo salutiamo la nostra amica, empatica e piena di verve.
È domenica e siamo “invitati” a Casa Batlló. Una decorazione creata da piastrelle posate sull’attiguo marciapiede sembra introdurci in questo affascinante luogo.
Non esiste un metro quadro privo di un motivo per cui non meriti visitare questa opera.
Ebani, ceramiche, ferro, legno massello, foglia d’oro e pietra, assemblati con l’arte di Gaudí, creano spazi e pareti che rimandano a un mondo fantastico quasi verniano, tra Nautilus e mostri marini.
Sfiorando le superfici si percepisce come tutto sia dolcemente ondulato, persino le finestrelle. La famiglia Batlló visse in ambienti accoglienti, ampi e sorprendentemente originali.
Un piano rialzato ospita un grande cortile, curato in ogni dettaglio, affacciato su Plaça de Catalunya.
Dotati di audioguide con voci diversificate, restiamo ammaliati quando a parlarci è la “casa stessa” che si autodescrive e emozionati quando è la voce di Antonio Gaudí a raccontarci la sua opera.
Prima di uscire, un video sensoriale proiettato su tutte le pareti di una stanza ci ha letteralmente lasciati senza fiato.
Gustiamo una buona paella, buona, “bagnata” da sangria tinto.
Prima di rientrare ammirariamo Casa Pedrera, un’altra opera imponente di Gaudí.
Negli ultimi due giorni, assaggiamo le tipiche tapas e visitiamo – per concludere una purtroppo breve vacanza – il panoramico castello di Montjuïc e Malgrat de mar, un grazioso paesino della Costa Brava.

Barcellona conquista per i suoi monumenti, per la sua modalità familiare di vita, allegra e accattivante e per la sua gente accogliente e sensibile.
Per i non vedenti l’utilizzo della stazione ferroviaria di Plaça de Catalunya è un pò complicato mentre a livello di accessibilità se si eccettua la Sagrada Família dove accompagnatori e disabili entrano gratis e Casa Batlló dove è possibile usufruire di una riduzione sul prezzo, non riscontriamo grandi facilitazioni.
I nostri passi sono stati “riempiti” dagli splendidi amici che con attenzione, informazioni e condivisione con i loro occhi ci hanno permesso di “ammirare” Barcellona.
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