ad Alessandro e Amedeo
Un insolito viaggio a piedi fra i boschi dell’Appennino
di Claudio Lucchesi
Nel luglio 2025, sono partito con alcuni amici per un viaggio insolito e lento. Un viaggio a piedi come quello dei pellegrini del lontano Medioevo, fra i boschi dell’Appennino Tosco Emiliano dal paese di Tobbiana di Montale, il mio paese fino a Porretta Terme.
Abbiamo lasciato il paese di Tobbiana di Montale in provincia di Pistoia a trecento metri sul livello del mare al mattino presto, quando non faceva ancora caldo e siamo saliti su per una strada di alta collina che collega il paese con i prati di Cascina di Spidaletto a ottocento metri di quota, tra boschi di abeti e di faggi.
Tra Tobbiana e Cascina di Spidaletto erano d’obbligo tre soste: una a San Poteto o San Potito, dove nel Medioevo si trovava un romitorio dedicato al Santo orientale Potito. Qui si riposavano i pellegrini che dalla Badia di San Salvatore in Agna a Montale raggiungevano la Badia a Fontana Taona che anche noi avremmo raggiunto. Nel luogo dell’antico romitorio oggi si trova solo una croce in mezzo ai prati.
La seconda sosta era in località Palure dove si trovano Casa Rosa, il casino di caccia della famiglia Pistoiese dei Tyronne e la loro sorgente di montagna denominata La Preziosa.
L’ultima sosta d’obbligo era alla sorgente di Gotti, una sorgente d’acqua freschissima che si trova nel bosco, lungo un antico sentiero che collega la parte più alta di Tobbiana detta Alteta, dove si trovano solo boschi di abete e di faggio con Cascina di Spidaletto.
Siamo arrivati così a Cascina di Spidaletto a ottocento metri di quota.
Qui abbiamo piantato le nostre tende in mezzo ai prati.
Ci siamo fermati a cena presso l’agriturismo del posto, gestito da un pastore che d’estate porta le sue pecore a meriggio con l’antica pratica della transumanza e d’inverno torna nel paese di Montale, il nostro capoluogo comunale.
La mattina successiva, appena è spuntato il sole, abbiamo proseguito il nostro cammino zaino in spalla lungo il torrente Limentra. Abbiamo passato le località di Acquerino e Monachino per arrivare a Badia a Taona, sul luogo nel quale sorgeva un’antica abbazia meta di pellegrinaggi. Qui oggi rimangono solo i ruderi che testimoniano questa antica presenza.
Si trattava di un’antica abbazia immersa nel verde dell’Appennino Toscano in mezzo ai boschi popolati da daini, cervi e cinghiali, tappa perfetta per un anno Giubilare come il duemilaventicinque.
Qui ci siamo fermati per una notte, abbiamo cenato a sacco con ciò che avevamo portato, abbiamo dormito in mezzo ai boschi in tenda per riprendere poi il cammino in un sentiero immerso tra boschi di faggio fino al paese di Torri, piccolo borgo medievale di montagna raggiungibile con due ore di cammino da Fontana Taona.
Qui si vive l’Appennino più autentico con un borgo adagiato fra i monti.
Abbiamo fatto tappa per il pranzo in una trattoria a gestione familiare.
Da Torri, attraversando boschi incontaminati, il nostro viaggio tra fede e natura è arrivato a Treppio, altro borgo medievale montano dove è stato fondato, nel 1866, attraverso la regola redatta dal priore del convento fiorentino dei Servi di Maria, l’ordine delle suore Mantellate, terziare dell’ordine Fiorentino dei Servi di Maria. Le suore che assunsero la direzione della scuola elementare di Treppio nel 1861 erano e sono dedite all’educazione dei ragazzi, l’ordine ha ancora la sua casa madre nel paese montano.
Nel piccolo paese di Treppio si trova anche Villa Gargallo, un’antica dimora signorile con un grande parco. Un complesso ora purtroppo in disuso fatto costruire nell’Ottocento da un nobile Siciliano che alle vicine terme di Porretta aveva conosciuto una ragazza che viveva nel piccolo paese di Treppio. È un peccato che la villa sia in disuso, sarebbe una risorsa per un paese piccolo come Treppio.
Da qui si può arrivare fino all’altro Appennino, quello Emiliano, nella vicina provincia di Bologna e così dopo un sonno ristoratore in sacco a pelo in un rifugio attrezzato, abbiamo raggiunto il paese di Badi nel comune di Camugnano, il primo comune dell’altro Appennino. E poi il bacino idro elettrico di Suviana, che dalla sua costruzione databile tra gli anni Venti e l’inizio degli anni Trenta del Novecento fornisce corrente elettrica alla parte Ovest dell’Appennino Bolognese. Da qui si arriva fino a Porretta Terme, la città più importante della Valle dell’Alto Reno, che ha cambiato recentemente nome diventando Alto Reno Terme. Porretta è un antico centro termale conosciuto già dagli antichi Romani e rappresentava la nostra meta finale. Un viaggio, a piedi, economico, lento e sostenibile alla scoperta delle nostre montagne, della bellezza della flora e della fauna del Parco Regionale Acquerino Cantagallo. Camminare nei boschi non è certo per tutti, richiede allenamento e senso dell’adattamento.
Un viaggio di quaranta chilometri percorso in sei giorni di cammino, lento, abbiamo dormito in tenda e mangiato prevalentemente a sacco, familiarizzando con le persone dei luoghi che abbiamo attraversato.
Un cammino, fatto per osservare e rispettare la natura.
Il racconto che avete appena letto partecipa al Premio letterario Per Caso TV. Consultate qui il regolamento.



