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Milano: la chiesa di San Maurizio

Un monastero pieno di tesori artistici

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Nel mio Slow Tour a Milano, arrivata all’angolo fra Via Luini e Corso Magenta, eccomi alla Chiesa di San Maurizio. È stata ricostruita nel 1500, sopra una antica chiesa paleocristiana. Non potevo non venire a vederla: dicono sia la “Cappella Sistina” milanese…

Per fortuna all’ingresso il totem mi spiega bene dove sono e cos’è. Con il codice QR c’è una spiegazione in 9 lingue, leggo naturalmente in italiano e imparo che da poco è terminato il restauro del Monastero Maggiore, coi suoi 4000 metri quadrati di affreschi rimessi a nuovo. Che fosse un Monastero lo capisco appunto dal fatto che è diviso in due da una grata. Da questa parte c’erano i fedeli e chi veniva a trovare le suore, dall’altra le suore che dovevano stare di dietro. Era un monastero di clausura. Nella chiesa, iniziata nel 1503, c’è una galleria di ritratti dei signori milanesi del ‘500. È stata dipinta dai più importanti pittori del ‘500 milanese e lombardo, in primis da Bernardino Luini e dalla sua bottega. Quindi non è un caso che gli abbiano dedicato la strada dove si trova la Chiesa: era uno dei più importanti seguaci di Leonardo da Vinci. Ci sono sempre tracce di Leonardo.

Per secoli è stato il più grande convento di Milano, perché dotato di tanti terreni che arrivavano in dote assieme alle monache. Era il più importante perché la Badessa era una vera potenza, partecipava come unica donna alla commissione ecclesiastica che decideva come gestire i beni della Chiesa Ambrosiana, lasciti e testamenti.
Era potentissima la Badessa! E il Convento ne è una dimostrazione: per pagare tutti questi artisti servivano molti denari. Nelle lunette vediamo Alessandro Bentivoglio e Ippolita Sforza, accompagnata dalla figlia che è diventata poi appunto la Badessa. Ippolita Sforza Bentivoglio era una signora di Milano che teneva salotto con i più importanti artisti, tra i quali lo stesso Luini. Lei è abbigliata in modo stratosferico, a Milano c’era la mania della moda anche allora! E guarda caso la moda di quei fiocchetti è lanciata proprio da Leonardo: l’abito unito da tanti fiocchetti con le maniche gonfie e quel cappellino sfizioso in testa… era bella, ricca e potente.

Il Monastero

Vado a vedere di là, nella parte riservata solo alle monache. Bellissimo! Mi colpiscono gli scranni (tantissimi, sembrano 100) dove sedevano le monache. Sono stalli ancora utilizzati, ad esempio quando fanno dei concerti. Dimostrano quanto grande fosse ampia la comunità monastica di San Maurizio. Poi c’è un organo meraviglioso, infatti le monache praticavano la musica e il canto.

Una parte del tramezzo che separa la parte pubblica da quella di clausura del Convento è stata affrescata sempre da Bernadrino Luini, e i figli che erano alla sua bottega hanno affrescato le cappelle laterali. Dall’altra parte sono rappresentati i committenti che dovevano apparire ai fedeli in tutta la loro bellezza e ricchezza. Le cappelle sono decorate da paesaggi che ricordano quelli di Leonardo, e dovevano servire per aiutare la meditazione delle monache. Nelle lunette sono affrescate scene della passione di Cristo, che dovevano servire per aiutare le monache nella preghiera. Da qui non riuscivano proprio neanche a guardare di là, all’esterno! Ma quando Carlo Borromeo viene a visitare il convento decide di ridurre ulteriormente questa grata, che era più grande.

C’è un Ultima Cena dipinta dai figli di Luini, che risente moltissimo dell’Ultima Cena di Leonardo. Sta sotto la porta che serviva alle monache per andare sulla torre. La torre è quella campanaria, addossata alle mura di epoca romana, come tutto il convento. Salgo… Ecco Milano dall’alto! Si può vedere la torre poligonale di epoca imperiale, con le antiche colonne romane riutilizzate per fare la parte superiore di questa torre. Ornavano l’ingresso dell’antico medio lanum, il circo romano. Viene dalla leggenda della scrofa medio-lanuta trovata qua dal re celtico Belloveso, che arriva qui e decide di fondare appunto medio lanum, in onore della scrofa medio-lanuta o semi-lanuta. Con quella ha fatto una copertina, è iniziata così la moda a Milano… con la lana della scrofa semi-lanuta! In realtà medio lanum significa “sta nel mezzo”, nel mezzo della pianura, delle acque, al centro del mondo per importanza!

Eh, ecco da dove arriva il carattere dei milanesi…

Syusy Blady

Copertina di  Turismo Milano

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