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Patmos: viaggio tra i sensi

dal 16 al 23 giugno 2025

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di Amanda Pulega

spese voli-traghetti-alloggio-cibo-visite guidate: euro 2200
accompagnamento guida turistica specializzata: euro 1360.


Partiamo da Bologna diretti a Kos dove pernottiamo, per raggiungere con il traghetto la mattina successiva la mitica Patmos, conosciuta anche come “l’isola dell’Apocalisse”.
Imperdibile, oltre il Monastero con le campane a più livelli, la suggestiva grotta dove S. Giovanni da una fenditura della roccia udì la voce di Dio che gli predisse l’Apocalisse.


Abbiamo scelto un piccolo appartamento nella campagna appena fuori Cora, Caterina ci accoglie festosa tra gallinelle e un bellissimo gattone e un artigiano del legno di fronte a casa che ogni mattina ci saluta con il tipico “calimera”.

Consumiamo la colazione sul nostro terrazzino, a volte ci arriva il profumo del legno lavorato, a volte grandi sacchi di utah emanano il profumo delle cipolle appena raccolte dalla famiglia che ci ospita, oppure l’indimenticabile profumo del grano greco.
Un trekking di circa 40 minuti ci porta alla spiaggia per me più bella, Psili Ammos, dove a farci da guida sia all’andata che al ritorno sono simpaticissime caprette,

quando arrivo non posso non accarezzare le morbidissime tamerici, ombrelloni naturali per le ore più calde.
Le acque limpidissime della spiaggia Lampi con il loro rotoliio ci regalano sassolini colorati che la mia guida turistica specializzata mi depone sulla mano vicino ad un osso di seppia.


Dobbiamo poi scegliere tra un’altra spiaggia o una visita guidata in una vigna presidio slowfood, naturalmente optiamo per la seconda, vuoi mai perdere qualche calice di sano vinello greco.
Accarezzo le viti dalle radici su verso il cielo fino a circa un metro e mezzo, poi si incurvano e ricadono dolcemente a terra prolungandosi sul terreno perchè non sono legate a filari come siamo solitamente abituati a vedere i nostri vigneti.
Le galline razzolano libere tra le viti e sono sicuramente le prime assaggiatrici di questi succosi chicchi, io mi fermo al secondo calice, dopo il bianco il rosè, la mia mitica guida prosegue con il rosso e anche il liquorino, il vignaiolo è scalzo pare non sentire sassi, radici e arbusti, ma ci garantisce che le gallinelle moriranno di vecchiaia.
Non possiamo sfuggire ad un po’ di sano e gratificante shopping, ma rigorosamente da artisti dell’isola, nella stupenda Cora, patrimonio Unesco, troviamo fra gli altri, la bravissima Katerina, pare che questo nome vada parecchio, con le sue creazioni di perle intrecciate a corde dipinte a mano, che mi spiega con passione ogni colore e
sfumatura.

Con la più brava degli artisti, un tramonto che ci dona madre natura, il cuore colmo di gratitudine verso le persone che hanno reso possibile questa mia vacanza, lo avrete compreso ormai, sono non vedente, lasciamo la bellissima e sensoriale Patmos.


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