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Il Folklore in Italia è una cosa seria!

Le feste popolari italiane non sono marketing turistico, ma eventi vissuti e sentiti

Non solo folklore. Le Sagre, le Feste tradizionali, le Fiere o le Feste popolari che si svolgono in Italia non sono soltanto dei pretesti per attirare turisti o per fare marketing territoriale. In molti casi sono manifestazioni sentite, vere, autentiche. Sono i frutti di percorsi storici reali, che affondano le radici in profondità nell’identità di una Comunità. E in un panorama variegato da un punto di vista antropologico come l’Italia – il posto al mondo con più alta biodiversità storica, gastronomica, linguistica, paesaggistica, economica – il ventaglio di possibilità è quanto mai ampio.

La corsa dei ceri di Gubbio

Pensiamo ad esempio ai Ceri di Gubbio, in cui appunto tre grossi cilindri di legno pesanti 300 kg che rappresentano a loro volta tre antichi ceri dedicati ad altrettanti Santi vengono portati di corsa lungo le strade della cittadina, con la partecipazione attiva di tutta la popolazione (e di tutti gli eugubini emigrati che tornano a casa per l’occasione): si tratta di una manifestazione religiosa cristiana che però a sua volta affonda le radici in un rito pagano di fertilità vecchio di 2.000 anni, codificato nelle famose Tavole Eugubine.

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Ma, anche quando si tratta di manifestazioni più recenti, una radice storica vera c’è sempre. Ad esempio a Gualdo Tadino fanno il Palio delle Porte. Consiste in pratica in una gara fra asini, che vengono cavalcati a pelo o attaccati a dei carretti. La “riscoperta” di questi giochi collettivi (che ora coinvolgono tutti gli abitanti, giovani o vecchi) è relativamente recente, ma storicamente risale al Medio Evo ed è documentata fin dal 1519. Ma soprattutto riscopre una caratteristica vera del territorio: da queste parti gli asini fino a qualche decennio fa erano importantissimi per il lavoro nei campi e come mezzo di trasporto, ed ora – con la scusa del palio – diversi allevatori stanno riscoprendo questo animale e ci sono anche produttori di latte d’asina, prezioso e ricercatissimo per le sue proprietà salutistiche.

Ad Aosta c’è la lotta fra le mucche pezzate, la famosa disfida per la Dominanza fra le Regine, cioè fra le vacche capo-branco. Non è un’invenzione, è la codifica spettacolarizzata di un gesto assolutamente spontaneo delle bestie, che in questo modo competono per conquistarsi in alpeggio i pascoli migliori.

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A Cagliari c’è l’Infiorata di Sant’Efisio, in cui sfilano cavalli, cavalieri e soprattutto costumi tradizionali in cui si riconoscono tutte le Comunità dell’Isola.

La Spezia e il Palio del Golfo

A Spezia c’è il Palio del Golfo, per il quale si fa un tifo enorme, in cui si sfidano una serie di equipaggi di canottieri che rappresentano i vari Rioni e le varie Frazioni della zona: deriva dalle gare che facevano i vari equipaggi di pescatori e di allevatori di molluschi, per arrivare prima a terra e spuntare al mercato un prezzo migliore, ma ora rappresenta un momento di coesione (sia pure molto competitiva!) tra le varie componenti sociali e linguistiche di una Comunità relativamente recente e variegata. La Spezia, infatti, è esplosa demograficamente solo con l’Arsenale Militare, che a fine Ottocento ha chiamato molta mano d’opera da vari luoghi d’Italia, per cui il Palio mette insieme gente diversa in un’unica gara.

E gli esempi potrebbero essere ancora molti altri.

Pensiamoci, prima di giudicare con supponenza il nostro folklore popolare.

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