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Borghi Autentici italiani: Biccari

Uno slow tour di Syusy Blady sui Monti Dauni in Puglia

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A Biccari sono andata per partecipare alla Festa Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia. Biccari, sui Monti Dauni in provincia di Foggia, è appunto uno di questi “Borghi Autentici”. Ce ne sono centinaia in giro per l’Italia e si stanno sempre di più organizzando per offrire ospitalità al turista e al viaggiatore. Una destinazione ideale per chi desidera vivere nella dimensione del piccolo paese ospitale. A Biccari mi accoglie direttamente il Sindaco e mi accompagna nel mio alloggio: un appartamento gestito dalla “cooperativa di comunità” formata da ragazzi che hanno studiato fuori e hanno deciso di tornare qui nel loro paese natale per investire sul territorio. Biccari è un borgo-albergo, aperto a tutti i visitatori dei monti Dauni! Nei dintorni c’è tutta l’area montana da visitare, con il lago Pescara, la vetta più alta della Puglia a 1.152 mt sul livello del mare e un parco avventura. Essendo un piccolo paese con molte persone emigrate, ci sono tante abitazioni nel centro storico rimaste vuote, oggi convertite in albergo diffuso. Difficile trovare una comunità più ospitale di così!

Biccari ha una storia antica, anzi arcaica. Le montagne circostanti si chiamano appunto Monti Dauni, a ricordo delle prime popolazioni forse provenienti dal mare che abitavano queste terre prima dei Romani che li conquistarono cancellandone il ricordo… Cancellare la memoria dei vinti è una storia che si ripete nei millenni! Anna, un’appassionata dell’identità di questa cittadina e dell’orgoglio del sud, mi fa da guida nel borgo. Quando arriviamo a Largo dei Mille mi spiega che a distanza di 150 anni questi fantomatici Mille qui non sono molto apprezzati perché non hanno aiutato molto il meridione. Forse sarebbe meglio chiamare questa piazza largo dei Dauni, recuperando invece le radici più antiche del territorio! Più avanti c’è un palazzo fantasma con le finestre semi aperte, è il palazzo della famiglia Menichella e risale all’800. Sul portone si vedono ancora i segni dei colpi di piccone dei briganti in rivolta. I briganti si nascondevano nei boschi e cercavano di fare resistenza al potere dei signori… Adesso però si loca! È in affitto anche questo.

Biccari era una diocesi importantissima, ne è testimone l’enorme cattedrale dedicata a Santa Maria di Costantinopoli che da lontano si può apprezzare ancora di più. Insieme a Elizabeth, una blogger inglese nostra inviata per Italia Slow Tour, andiamo a scoprire come si fanno il pane e le orecchiette. In particolare assaggiamo una specialità locale: la pizza a forno aperto. Un tempo si faceva il pane in casa, ma non esistendo il termostato l’unico modo di misurare la temperatura del forno era cuocere per primo un pezzo di pasta bianca. Quando iniziava a dorare, il forno era caldo abbastanza per infornare il pane! Con il passare degli anni si è pensato di arricchire questo semplice pezzo di pasta bianca con olio, origano, aglio, sale e peperoncino… in pratica si può dire quindi che qui è nata la pizza!

Il mio giro continua al convento di Sant’Antonio da Padova da cui si gode un bel panorama su Biccari. Qui i giovani della cooperativa hanno trasformato una parte dell’area del convento in un b&b. Padre Nicola mi spiega che, data la capienza, da sempre la struttura è stata usata come casa di noviziato accogliendo gruppi parrocchiali e gruppi famiglia. Dal pellegrino al turista il passo è stato breve, tutti possono venire! Quando le porte sono aperte e c’è volontà di accoglienza, la gente arriva. Cosa vuol dire dunque essere un “Borgo Autentico d’Italia”? Credo voglia dire ritrovare quell’autenticità che ormai è la merce più rara. E ritrovare l’accoglienza tipica dei borghi dove si viveva in modo lento, attento agli altri, diverso. È questa la vera attrattiva turistica ed è questo il tema del Festival a cui partecipo, dove sono rappresentate un po’ tutte le regioni italiane, ciascuna con il proprio stand gastronomico e dove, finalmente, ci godiamo una coinvolgente serata di Pizzica… Musica!

Syusy Blady

Sulla versione internazionale di Italia Slow Tour, c’è anche il diario di viaggio in inglese di Libby Key che ha partecipato all’evento come nostra ambassador da Londra. 

La foto di copertina è dell’utente Flickr Andrey Lytvynenko

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