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Italia Slow Tour

Web Serie: Slow Tour nella Toscana Diffusa


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I video:

  1. Mugello: Sant’Agata – Linea Gotica – Scarperia – Borgo San Lorenzo
  2. Barbiana e Vicchio
  3. Casentino: Molin di Bucchio – Sacro Eremo di Camaldoli – Castello di Poppi
  4. La Verna – Santuario Francescano
  5. Arezzo

Che la Toscana sia incredibile tutti lo sanno. In Italia e nel mondo. Ma a togliere il fiato non ci sono solo Firenze, le colline del Chianti, la Maremma. Fuori dai percorsi turistici più affermati, e affollati, esiste una Toscana Diffusa, la Toscana di una rosa di comuni-gioiello di grande interesse storico, architettonico, artistico. E che spesso sono anche immersi in ambienti di grande pregio paesaggistico e naturalistico. Paesaggi e luoghi, anche questi, mozzafiato.

Questa Toscana alternativa Syusy Blady è andata a scoprirla nel nuovo slow Tour di Italia Slow Tour, e l‘ha raccontata in una web serie realizzata in collaborazione con la Regione Toscana e Toscana Promozione Turistica, dopo essersela fatta raccontare a sua volta da chi la vive quotidianamente. Ma anche da grandi maestri del passato che sono legati a questi luoghi, e che le sono stati indicati da una guida inedita: niente meno che Dante (interpretato da Paolo Hendel). Un Dante reso un po’ smemorato dagli anni di sonno, ma che si è rivelato un’ottima guida.

Syusy è partita dal Mugello, a cui si è affacciata percorrendo un tratto della celebre Via degli Dei, il percorso progettato e segnato dal CAI, che unisce Bologna a Firenze passando per l’Appennino Tosco-Emiliano. Si trovava all’altezza della quarta tappa della Via degli Dei quando è entrata a Sant’Agata, la prima perla di questo territorio tutto da scoprire. Ed è passata dalla Pieve, una chiesa antica, documentata dal 984, ma forse sorta su un edificio precedente. 

A 5 minuti d’auto da Sant’Agata meritano una visita Ponzalla, la località attraversata dalla Linea Gotica in cui è nato il Museo Gotica. E Scarperia, il borgo del Palazzo dei Vicari – che tanto ricorda Palazzo Vecchio a Firenze – e delle mozzette, i coltelli senza punta. Perché le mozzette? Perché a Scarperia, dove forse i viandanti si procuravano il coltello prima di affrontare gli Appennini, fu fatto divieto di produrre coltelli con la punta, troppo pericolosi. Più a sud, a venti minuti d’auto, ci sono Borgo San Lorenzo e… l’agriturismo Palazzo Vecchio di Simone Grossi, dove viene prodotto il Latte Mugello, e dove Syusy ha assaggiato gli imperdibili tortelli di patate – di cui si è fatta passare la ricetta!  

Bisogna scendere ancora in auto e addentrarsi nel verde per andare a vedere la Barbiana di Don Lorenzo Milani, il paese isolato nel quale ha preso forma la scuola alternativa di questo grande maestro del Novecento. Barbiana sorge nel territorio del comune di Vicchio, dove nacque Giotto. Nella Pieve di Borgo San Lorenzo da non perdere è la Madonna col Bambino, dipinta da Giotto in gioventù ma già distante dal linguaggio artistico medievale, che questo artista ha così profondamente innovato.

Dal Mugello Syusy ha proseguito alla volta del Casentino, con il suo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, cominciando una discesa verso Arezzo. Lungo la strada Statale Stia-Londa ha visitato un antico mulino, il Molin di Bucchio, vecchio di mille anni, e proseguendo, è arrivata al Sacro Eremo di Camaldoli. Un luogo incredibile, remoto, la cui storia di luogo designato di una comunità monastica è legata a doppio filo a quella della Foresta circostante.

E poi, ancora nel Casentino, è stata la volta di Poppi, in cui sorge il castello medievale per eccellenza. E di un altro eremo, l’eremo di San Francesco a La Verna, dove San Francesco giunse in cerca di solitudine. Qui le persone arrivano soprattutto a piedi: sono pellegrini spirituali o semplici camminatori, e tutti vengono accolti nella Foresteria. Ma soprattutto, ognuno all’arrivo incontra un luogo sacro, che incanta e sorprende. 

Quindi, ha concluso il suo itinerario ad Arezzo. Una città magnifica, con le sue antiche mura e una storia affascinante. Visitando il Museo della Giostra del Saracino, dedicato alla rievocazione storica medievale che ancora si tiene ad Arezzo due volte all’anno, sentirete certamente parlare dell’eroina Ippolita degli Azzi, la nobildonna che riscattò i suoi concittadini da Campaldino. 

Tutto questo e altro ancora, da scoprire, un borgo alla volta, è la Toscana diffusa.

L’itinerario sulla mappa

Guarda la mappa interattiva su Google Maps

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