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Viaggio d’autunno in Val d’Orcia
di Franca Bilora

Viaggiare è sempre stata la nostra passione e anche ora che abbiamo superato la soglia dei 65 anni, la passione dell’avventura non ci ha abbandonato.
La cosa che adesso ci preme è fare dei viaggi in posti a noi non noti, confortevoli, ricchi di arte, con clima confacente, poca folla e con una buona cucina.
Alla luce di queste caratteristiche, quest’ottobre ci siamo dedicati quattro giorni in Val d’Orcia nella medievale Toscana.
Siamo partiti il secondo giovedì, alla mattina alle 8, con la nostra automobile con il pieno fatto, e, imboccata l’autostrada A13, ci siamo diretti verso Bologna per poi imboccare l’autoSole.
Giornata bellissima, fresco al mattino, caldo all’ora di pranzo, un trolley fornito di cambi, giacca per la sera, T-shirt per le ore calde e nel giro di tre ore siamo arrivati a Siena.
Dire che la città è meravigliosa è poca cosa. L’architettura tipica della Toscana dei comuni è qui ben rappresentata, il Palazzo del Comune con la torre svettante, la piazza del campo a forma di catino su cui si affacciano i vari palazzi d’epoca e da cui si dipartono le contrade che si giocheranno il Palio dell’Assunta rendevano il luogo magico, il tutto sormontato da un cielo azzurrissimo che rendeva la piazza un vero gioiello.
Dopo la visita, della piazza e delle viuzze da essa dipartentesi, ci siamo fermati per una sosta alla pasticceria Nannini, anche perché per la salita alla torre del Mangia si deve fare una prenotazione oraria in loco.
La pasticceria offre una vasta scelta di dolci tipici che vengono in selezione o a scelta, oppure si può optare per uno spuntino veloce servito in un’area appositamente preparata.
L’ambiente conserva l’atmosfera di una pasticceria d’epoca sia per l’arredamento che per il servizio. Il costo è adeguato ma non spropositato. La pasticceria offre anche confezioni di dolci per omaggi senza dover temere di conservarli.
Terminata la sosta siamo tornati alla torre del Mangia e abbiamo potuto fare la salita. In tutte le guide compaiono 400 scalini, in realtà sono un po’ di meno, la scala è stretta, ma sinceramente, l’abbiamo fatta agevolmente, si può sostare dopo qualche rampa ed ammirare il paesaggio sottostante fino alla sommità della torre, alta 80 metri, che domina Piazza del Campo.
Terminata la salita in tutto circa 30 minuti (premetto che noi non soffriamo di cuore né di disturbi polmonari), ci siamo recati a visitare il Duomo.
La giornata ce lo mostrava in tutto il suo splendore a cominciare dalla nota facciata esterna, molto ricca, ma sicuramente particolare, ma quello che abbiamo trovato affascinate è stato il pavimento interno.
Per la visita, abbiamo comperato i biglietti in loco, sono disponibili molte opportunità che comprendono anche la salita al belvedere del Faccione (che noi non abbiamo preso) e la libreria Piccolomini.
Dopo aver ammirato la facciata, siamo entrati ed abbiamo seguito il percorso indicato per la visualizzazione del pavimento di mosaici in marmo.
Per la descrizione del pavimento e l’interpretazione dei mosaici non abbiamo preso l’audioguida ma ci siamo avvalsi di una nostra guida cartacea che ci è sembrata più che sufficiente per la comprensione dei vari riquadri.
Siamo poi entrati nella libreria Piccolomini, affrescata dal Pinturicchio e oltre ad ammirare gli affreschi, ci siamo soffermati sui codici miniati in essa esposti. Ultima tappa della visita in città, la pinacoteca che offre un panorama dell’arte medievale senese e della Toscana.
Giunta sera, ci siamo recati in alcuni ristoranti delle varie contrade segnalati dalla nostra guida cartacea.
Purtroppo, nessuno aveva disponibilità, erano tutti al completo e, nostra mancanza, non ci eravamo premuniti di prenotare.
Di conseguenza, ci siamo incamminati verso un ristorante affacciato su piazza del Campo, anche american bar. Location raffinata, loggiato coperto sulla piazza, riscaldato, camerieri gentili e pietanze gustose. A dire il vero, avevamo prima consultato le recensioni negative, poche in verità e dobbiamo dire che siamo stati soddisfatti.
Il prezzo è stato adeguato per le scelte di cibo a base di carne grigliata e per la location.
Terminata la cena, corroborati da un buon bicchiere di vino con quantità alcolica consentita per il trasbordo in auto, ci siamo recati al parcheggio a pagamento proprio sulle mura della città, e ci siamo recati a Monteroni d’Arbia sede di pernottamento. Il grazioso paesino si trova a pochi chilometri da Siena, e offre numerosi B&B a prezzi convenienti.
Abbiamo raggiunto il B&B attraverso una stradina sterrata molto stretta, facendo molta attenzione in quanto la nostra automobile è piuttosto bassa, di conseguenza poteva strisciare sul fondo ghiaioso del viottolo.
Il B&B si trova su di una collina, illuminato dalla luna e dalle luci coreografiche ci è apparso subito molto bello. Una cascina toscana tipica, circondata da piante e fiori ben curate, con presenza di piscina, parco solarium, un piccolo pollaio ed alcuni cavalli.
Ampio parcheggio a fianco, con tettoia e luci, cancello d’ingresso automatico e con telecamere a vista.
Siamo stati accolti dal proprietario, un gentile signore che ci ha condotto nella nostra camera molto spaziosa, fornita di frigobar per chi volesse usufruire e di bagno con doccia.
Arredamento in tema, letti in ferro battuto e comò e comodini di legno con superficie di marmo stile rustico-ottocento.
Copriletti candidi, così come le lenzuola, inverter con termoregolazione.
Un po’ stanchi, ci siamo coricati per preparaci alle visite del giorno successivo.
Unico neo, alle 4.30 un bel gallo ha iniziato con i suoi chicchirichì, per cui si consigliano, per chi come noi ha il sonno “leggero”, di portare con sé dei tappi per le orecchie.
Al mattino, in sala da pranzo, abbondante colazione. Buffet ben fornito, colazione dolce/salata secondo i gusti e presenza di torte dolci o salate fatte in casa. Dopo una buona colazione, siamo partiti alla volta di San Gimignano circa un’ora di strada.
Inutile descrivere la bellezza del luogo arcinoto, anche qui, lo stile medievale predomina. La Manhattan toscana con le sue 72 torri, la Torre Grossa, la Tignosa, il Palazzo Comunale con dipinti del Pinturicchio, la Collegiata ovvero il Duomo con la storia di Santa Fina e le vie del centro riportano alla tranquillità della vita medievale.
Un po’ come Siena anche San Gimignano è affollata di turisti, ma nel periodo ottombrino da noi scelto si poteva passeggiare tranquillamente per la cittadina e fare anche qualche bella foto ricordo.
La visita è abbastanza rapida. Una sosta per uno spuntino, tutti i locali del centro sono sovraffollati, anche qui ci siamo fermati in un ristorante alla mano, riservandoci poi per una cena toscana tipica.
Terminata la gita a San Gimignano abbiamo ripreso la nostra automobile per la seconda tappa del giorno. In un’ora e 10 minuti siamo arrivati a Pienza ed abbiamo quindi incominciato la visita della Val d’ Orcia.
Pienza, la città elevata da Pio II a patrimonio del Rinascimento. Dominata dalla meravigliosa Cattedrale con il simbolico sagrato, il Palazzo Comunale, il palazzo Piccolomini con visita guidata e il suo meraviglioso e rigoglioso giardino con panorama mozzafiato (dov’è stato girato il film di Zeffirelli Romeo e Giulietta), la camminata panoramica.
La visita alla cittadina non poteva che concludersi con la La Vitaleta. La strada che conduce alla singolare chiesetta presenta una spianata dov’è stato girato il film Il Gladiatore. Per ammirare la Vitaleta e il tipico pesaggio della Val d’Orcia con le terre senesi e i Cipressetti lunghi e stretti disposti in ordinati filari, si accede fino ad una strada sterrata dove poi si prosegue a piedi (passeggiata breve).
La cappella rinascimentale contiene la statua della Madonna pare scolpita da Andrea della Robbia, è minuscola ma sicuramente permette un momento di raccoglimento e da una immediata sensazione di pace.
Probabilmente tale sensazione è acuita dal paesaggio cosi silenzioso e dolce che rimane scolpito nella mente in maniera indelebile.
Terminata la contemplazione del paesaggio collinare siamo partiti alla volta di San Quirico per un rapido sguardo alla cattedrale. Il tempo di percorrenza era di 15 minuti e abbiamo potuto ammirare la cattedrale e passeggire negli orti Leontini che sono i giardini della città.
Un piccolo borgo, immerso fra le colline toscane dove sembra rivivere il passato.
Abbiamo quindi deciso di rientrare, circa trenta miniuti fino al nostro BB, per una doccia e concederci una buona cena toscana. Non conoscendo i dintorni, ci simo rivolti al proprietario del B&B che ci ha informato che nel periodo estivo il suo agriturismo offre anche la cena, ma nel periodo autunnale la moglie che è anche il cuoco non cucina e ci ha indicato un ristorante a pochi chilometri, in paese.
Abbiamo quindi percorso in automobile il sentierino che dalla collina sede del nostro alloggio, porta al paese e ci siamo infilati, perchè molto affamati nell’indicato ristorante.
Devo dire che è stato proprio un buon consiglio. Affolatissimo, probabilmente perché conosciuto dagli indigeni, offriva in un ambiente rustico tutte le specialità toscane. Abbiamo iniziato con una bruschetta. Ne avevamo chieste due per ciascuno, abbiamo poi scoperto che sono molto grandi quindi per assaporare tutte le portate conviene sceglierne una, poi abbiamo scelto i picci un po’ come degli spaghetti, deliziosi, e quindi carne sorana alla brace con concontrni misti, un bicchiere di Brunello di Montalcino e devo dire una cena deliziosa, non c’è stato posto per il dessert.
Il costo è stato molto equo per una cena abbondante e molto buona.
Rientro in Hotel, il proprietario ci avava munito di una chiave per il cancello elettronico, oltre alla chiave della stanza, abbiamo assaporato il letto questa volta con tappi alle orecchie anti gallo.
Il mattino successivo comprendeva visita a Montalcino e paesi limitrofi della Val d’Orcia.
Montalcino famosa per il suo delizioso vino ci ha un po’ delusi. Il paese è grazioso, il parcheggio molto agevole intorno alle mura della città. La passeggita facile, ma il paese è costellato di enoteche, pare siano 200 che imperversano nel cuore storico. Abbiamo visitato la bellissima Rocca medievale, il Duomo, il Palazzo dei Priori e quindi, senza sosta ci siamo recati nella limitrofa abbazia di Sant’Antimo. L’abbazia benedettina con la cappella carolingia e il chiostro che contiene anche una scelta di prodotti medicinali di produzione dei frati con infusi ed estratti profumati consigliati per qualche souvenir.
Ultima tappa della giornata Bagni Vignoni (anche qui circa 20 minuti di strada ). Questo bellissimo borgo offre la vista di una piazza d’acqua alimentata da una sorgente che sgorga da 1000 metri di profondità. Si visitano le terme, il loggiato di Santa Caterina. Un borgo suggestivo dove si può anche effettuare un bagno in acqua termale per chi lo gradisce.
Terminata la visita, siamo rientrati alla base e qui ci siamo preparati per un’altra cena toscana.
Sempre su consiglio dell’ospite, ci siamo recati in un vicino ristorante che ci ha offerto prelibatezze toscane, la finocchiona, la sopressata, il pecorino di Pienza condite questa volta da un bicchiere di Chianti classico.
Rientrati alla base, pronti per un sonno ristoratore abbiamo riguardato le foto ricordo con un po’ di nostalgia per l’imminente partenza dell’indomani.
Dopo colazione, abbiamo chiesto all’ospite dei consigli per l’acquisto di alcuni vini di buona qualità e con competenza ci ha fornito alcuni vini fra cui un Brunello superiore a prezzo equo.
Per ricordare il viaggio e le prelibatezze assaporate abbiamo chiesto dove poter acquistare alcuni prodotti tipici al fine di poter allestire una cena toscana con i nostri amici.
Ci siamo recati in centro del paesello ed in un negozio fornito di tutto, abbiamo acquistato il tipico pane senza sale, il basilico, i pomodori per fare la bruschetta, salumi e formaggi di pecora.
Siamo quindi partiti alla volta della nostra città veneta con un bagaglio culturale ed enogastronomico ricchissimo con una spesa di circa mille euro compresi i souvenir.
Concludere con è stato un bel viaggio è sicuramente banale, ma a dire il vero è stato proprio così e lo rifarei volentieri in occasione di un anniversario romantico da condividere con la mia dolce metà.



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