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Modigliana a passo lento: la musica si raggiunge camminando
di Erika Conti
Data del viaggio: 17 maggio 2025
Luogo: Modigliana (FC) – Foresta di Montebello, La Prata
Spese sostenute: biglietto concerto 5 €; pranzo libero (picnic o stand gastronomico 10–15 €); spostamento in auto condivisa
Ci sono luoghi che non si visitano: si attraversano.
A volte basta una giornata, un sentiero e un concerto nel bosco per sentirsi davvero in viaggio.
A Modigliana, nell’Appennino romagnolo, il cammino comincia a piedi, nel silenzio, lasciando che un territorio racconti la sua storia.
Il 17 maggio 2025 raggiungiamo Modigliana per uno degli appuntamenti di Romagna in Fiore, il festival che porta la musica nei luoghi colpiti dall’alluvione del 2023. Non siamo qui solo per ascoltare un concerto, ma per vivere un luogo, anche se per un solo giorno.
Arriviamo in paese a metà mattina e lasciamo l’auto nel parcheggio delle scuole. Il paese è silenzioso, quasi in attesa. Da qui ci muoviamo a piedi verso la pesa pubblica, punto di raccolta e partenza della navetta. La scelta del festival è chiara: meno auto, meno rumore, più spazio al cammino e allo sguardo.
Il percorso parte da Monte Trebbo e si sviluppa per circa 5 chilometri, con un dislivello contenuto di 100 metri, percorribili in un’ora e mezza senza fretta. Prima su strada asfaltata, poi lungo il sentiero CAI 574, il cammino diventa immersione. Il terreno sotto i piedi cambia, le foglie filtrano la luce e davanti agli occhi si aprono i crinali morbidi della Romagna, più disegnati che scolpiti.

Camminando viene in mente una frase di Paolo Rumiz: «Chi cammina ha i piedi per terra e la testa tra le nuvole». Qui lo si capisce bene. Il passo rallenta, lo sguardo si allarga. Il paesaggio diventa un racconto silenzioso, fatto di curve dolci e orizzonti mai aggressivi. Chissà se da queste parti passò anche Annibale, quando con gli elefanti scese verso Roma.
È una passeggiata accessibile a tutti. Si cammina accanto a famiglie, anziani, ragazzi, persone che non si conoscono ma che condividono la stessa direzione. C’è chi parla e chi tace. Anche questo fa parte del viaggio.
La meta è La Prata di Montebello, riserva sperimentale nata negli anni Cinquanta per la ricerca forestale. Prima ancora che un palco naturale, è un luogo che invita a fermarsi. Cedri dell’Himalaya, dell’Atlante e del Libano; pini neri, silvestri, del Texas e dell’Himalaya; il pino turco più a nord del mondo; poi tuie, cipressi, larici giapponesi, platani orientali, sorbi, carpini, noci americani ed europei. Un viaggio nel mondo attraverso gli alberi.
In attesa del concerto ci si siede sull’erba, si stende una coperta, si improvvisa un picnic. In alternativa, lo stand gastronomico della Pro Loco, allestito nella sede scout del parco, diventa punto di incontro. Chi arriva prima assiste al sound check: note sparse, voci che si cercano, la musica che prende forma piano, mescolandosi ai suoni del bosco.

Nel pomeriggio salgono sul palco naturale i Patagarri. Non c’è distanza tra chi suona e chi ascolta. Modigliana porta ancora i segni di ferite recenti, ma qui la musica non cancella il dolore: lo attraversa. Per qualche ora tutto trova un equilibrio semplice e condiviso.

Il biglietto costa 5 euro, una cifra simbolica che rende l’evento accessibile e coerente con lo spirito del festival. Si torna indietro a piedi, con la testa leggera e la gioia nel cuore, come succede dopo le giornate piene: quelle che non fanno rumore, ma restano.
Un’esperienza di turismo lento, culturale e umano, dove la musica non è il fine, ma il mezzo per rimettere in relazione persone, paesaggi e comunità.
Ed è forse questa la vera alternativa al viaggiare restando seduti.
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