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Le Piastre


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di Marco Fusi

La sua posizione richiama Dante,
stando nel mezzo di lunga via,
erta e sinuosa come un serpente
che porta da Pistoia all’Abetone,
è indeciso tra mirar la città d’arte
o il passo ornato da pini ed abeti,
dopo il lungo e faticoso cammino
come lieto miraggio nel deserto
t’accoglie la fontana campari, che
s’offre come aperitivo di benvenuto
poi dolce vien la discesa al paese,
che la strada taglia in due di netto
come una ferita o il letto del fiume,
da cui diparte un rivolo di strada
che porta a una piazza ordinata,
con quattro piante al suo fianco
come soldati allineati a guardia
e difesa d’umile e spoglia chiesa,
che ti guarda un poco incredula
pensando tu abbia sbagliato loco,
non avvezza a veder molti turisti,
il campanile, diritto e compatto
appare dotato di un lungo naso
per ricordare a chiunque lì passi,
che la prima domenica d’agosto
sotto alla sua ombra così austera,
si svolge il campionato della bugia,
antica macchina di sogni e viaggi,
usciti dal paese girando a destra
si scorge l’imprevedibile sorpresa
una antica ghiacciaia, per ricordare
com’è freddo il mondo del piastrese
lontano dal calore dell’amato paese.


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